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International Acting School Rome
offre una formazione d’attore innovativa per chi voglia intraprendere professionalmente il mestiere dell’attore.

La Scuola Biennale, corso di formazione professionale, coniuga: elementi del complesso sistema Stanislavskij-Strasberg ed elementi considerati di tradizione accademica italiana, per la recitazione e la dizione; elementi del metodo Feldenkrais, della danza e del teatro-danza, per l’educazione al movimento, e infine il percorso di lavoro Freeing the natural voice di Kristin Linklater per l’educazione della voce; così da mettere a disposizione degli allievi alcune tra le scuole e metodi più efficaci in circolazione, per quanto concerne la Tecnica Professionale.

Drammaturgia e composizione sono invece i punti di vista adottati nello svolgimento delle materie riguardanti la Teoria Professionale.

Tutto ciò accompagnato da uno specifico progetto di integrazione e ricerca tra le diverse didattiche e dalla supervisione di docenti di prestigiose istituzioni nazionali ed internazionali.

La didattica punta al modello di preparazione tipo di un Conservatorio: fare gli attori è come saper suonare uno strumento, quindi sono necessari maestri preparati e un addestramento specifico, pedagogicamente inteso, che permetta al talento di formarsi e alla qualità di emergere, sviluppando creatività, intelligenza e padronanza dei propri mezzi…

...e a questo talento di operare sia in teatro che in cinema, che ovunque le competenze espressive, comunicative ed interpretative vengano richieste.

Tra i docenti: Giorgina Cantalini, Margarete Assmuth, Giovanna Summo, Teri J. Weikel, Francesco Randazzo, Alessio Bergamo, Lena Lessing, Tonino Pavan.

Inoltre International Acting School Rome offre:

Laboratori e corsi brevi, che approfondiscono singolarmente le metodologie menzionate.

Workshops di perfezionamento, per attori professionisti e allievi attori, ma anche registi e pedagoghi, tenuti da insegnanti di recitazione, voce e movimento, di fama internazionale.

Corso serale “Il cerchio magico, dedicato a coloro che non intendono studiare a fini professionistici, ma coltivano passione e curiosità per la recitazione.

International Acting School Rome si occupa a latere di formazione teatrale nelle scuole, ricerca pedagogica e progetti in tale direzione per il Comune e la Provincia di Roma. I corsi di aggiornamento docenti sono autorizzati dal M.I.U.R.

La Direzione didattica e artistica è affidata a Giorgina Cantalini, attrice, diplomata presso l’Accademia Naz. D’Arte Drammatica Silvio D’Amico, laureata in Pedagogia e Didattica del Teatro e specializzatasi a New York.

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recitazione – dizione – voce – canto – musica – movimento – danza – drammaturgia – storia del teatro e dello spettacolo – elementi di regia – tecniche di audizione – spettacoli

Corso di Formazione Professionale (qualifica “attore”)

AUTORIZZAZIONE REGIONE LAZIO
determinazione dirigenziale n°810 del 13/09/02

Il biennio (800 ore riconosciute ai sensi della legge regionale n°23 del 25 febbraio 1992 e della legge quadro n°845 del 21 dicembre 1978 + circa 150 ore di tirocinio) rilascia un attestato di qualifica (attore - qualifica 1° livello, valido agli effetti previsti dell'art. 14 della legge-quadro n°845 del 21 dicembre 1978).

Sistemi di lavoro:

Recitazione:
- metodo Strasberg
- sistema Stanislavskij
- metodi accademici tradizionali
Dizione:
- dinamiche procedurali di lettura
- linguistica
- collegamenti funzionali tra movimento, fonazione, linguaggio
Voce:
-
Freeing the natural voice, Kristin Linklater
- solfeggio e canto corale
Movimento:
-
metodo Feldenkrais
- danza contemporanea
- teatro-danza
Drammaturgia:
-
cenni storici
- composizione e analisi

Materie:

AREA TECNICO-SCIENTIFICA

TEORIA PROFESSIONALE: 280 ore
- Storia del teatro e dello spettacolo
- Gli stili teatrali
- Elementi di regia e sceneggiatura

AREA TECNICO-OPERATIVA

TECNICA PROFESSIONALE:   480 ore + 150 circa aggiunte di tirocinio
- Interpretazione (recitazione)
- Tecniche di movimento
- Musica
- Uso della voce e della dizione

AREA SOCIO-CULTURALE

INFORMAZIONI SOCIO-ECONOMICHE: 40 ore
- Modulo 626/94

Contenuti:

area tecnico-scientifica, teoria professionale
:

Storia del teatro e dello spettacolo
dalle origini ad oggi; la drammaturgia e il metodo dell’analisi dell’azione.

Gli stili teatrali
generi teatrali e metodi di recitazione; naturalismo e straniamento; strutture psicologiche e strutture ludiche.
Elementi di regia e sceneggiatura

il “teatro di regia” in Italia e all’estero; la sua nascita in Europa tra ‘800 e ‘900; Stanislavskij e le regie del Teatro d’Arte di Mosca; la regia in Italia dal dopoguerra ad oggi; la funzione del regista e la struttura di uno spettacolo; prove di regia; che cos’è una sceneggiatura e come la si analizza.

area tecnico-operativa, tecnica professionale:

Recitazione (Interpretazione) – improvvisazioni ed etjud; tecniche di rilassamento; tecniche di concentrazione: osservazione ed allenamento dei meccanismi dell’attenzione, della memoria ed esercizi sensoriali; riconoscimento degli impulsi espressivi ed actions; lavoro sull’animale; costruzione del personaggio; costruzione dell’azione drammatica e dell’arco narrativo; analisi del testo; tempo/ritmo; partitura drammatica; cos’è la lettura a tavolino; il palcoscenico e la macchina da presa; studio di monologhi e scene; tecniche di audizione; spettacoli.
Dizione (Uso della voce e della dizione) -
dizione poetica; fonologia segmentale e sovrasegmentale (comprendendo le regole di pronuncia e lo studio degli elementi prosodici: altezza tonale, accento, pausa, ritmo, intonazione); fonazione e articolazione in relazione al movimento, allo spazio, al battere e levare: la dinamica della dizione; decodifica di un brano letterario durante la lettura ad alta voce: il legame tra comprensione e comunicazione; il legame tra interpretazione e immaginazione: la concreazione del significato durante la lettura.
Voce (Uso della voce e della dizione) -
la spina dorsale: il sostegno al respiro; la respirazione: alle origini del suono; le vibrazioni che amplificano il suono di partenza; come funziona la voce; perché talvolta la voce non funziona; i canali del suono; i risonatori; l’estensione; l’articolazione. Musica - basi ritmiche della musica: il solfeggio sia per la lettura dei valori delle note che per il senso del ritmo nel corpo. Storia della musica: il teatro musicale dalle origini al Settecento: dal recitar cantando all’opera buffa (Mozart – Rossini). Canto - canoni e canti corali.
Movimento (Tecniche di movimento) – Feldenkrais:
differenziazione e consapevolezza del movimento; osservazione dell’origine e dalla propagazione del movimento in ogni sua direzione: come migliorare funzionalmente la propria coordinazione e come migliorarla per esigenze interpretative; lavoro sull’animale e sulle caratterizzazioni umane. Danza contemporanea: peso e gravità, percezione e sguardo; centro del corpo e movimento periferico; camminare, correre; lo spazio, gli altri; le direzioni; le contrapposizioni; il movimento sensoriale; il corpo come disegno; progettazione, realizzazione e trasmissione di una breve composizione. Laboratorio di ricerca coreografica nello spazio.

informazioni socio-economiche:

Discipline I.S.E. –gli elementi essenziali dell’organizzazione dello Stato Italiano, dell’Unione Europea e delle principali organizzazioni internazionali; la legislazione sociale, il C.C.N.L. del settore, la normativa riguardante la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori nell’ambiente di lavoro e le fonti normative specifiche del settore; la normativa fiscale e tributaria che disciplina la vendita di beni e la prestazione di servizi.

Si segnalano in particolare, all’interno della Scuola Biennale, cicli speciali di approfondimento e ricerca su:
Dizione e lettura ad alta voce, a cura di Giorgina Cantalini
Il verso poetico, a cura di Giorgina Cantalini
L’azione drammatica, a cura di Alessio Bergamo
Drammaturgia e Recitazione, a cura di Francesco Randazzo
Danza e laboratori di ricerca coreografica nello spazio, a cura di Teri J. Weikel
Recitazione Cinematografica, a cura di Lena Lessing

Inoltre la ScuolaBiennale organizza uno scambio didattico con la scuola Actors in Motion di Monaco di Baviera. Due volte l’anno per una settimana gli allievi delle due scuole si incontrano, una volta a Roma e l’altra a Monaco, per fare lezione insieme e confrontare le esperienze di lavoro, sia con docenti italiani che tedeschi.
Actors in Motion: www.actors-in-motion.de

Struttura e calendario:

La Scuola Biennale è strutturata seminarialmente con esami periodici. Vuol dire che ogni materia viene svolta a rotazione in seminari intensivi, al termine dei quali si verifica l’apprendimento raggiunto:

  • ogni ciclo è di tre settimane (occasionalmente di una o due), tre o quattro volte a settimana per un totale di 9 o 12 lezioni a ciclo, a seconda della materia
  • il corso si divide in due moduli di 400 ore ciascuno, chiamati primo anno e secondo anno
  • a fine primo anno è prevista una performance aperta al pubblico
  • a fine secondo anno è prevista la messa in scena di uno spettacolo
  • le 800 ore autorizzate vengono integrate da circa 100/150 ore nei due anni, prevalentemente destinate alle performances finali

(le fasi performative e di spettacolo sono comunque facoltative e subordinate alle esigenze didattiche e di programma e dipendono dal livello didattico raggiunto)

  • a fine secondo anno ha luogo l’esame di qualifica alla presenza di una Commissione interna ed una Commissione esterna

Le lezioni si svolgono:

  • mer/gio/ven oppure mar/mer/gio/ven (a seconda del ciclo)
  • dal 10 ottobre circa (primo anno) e dal 1 ottobre circa (secondo anno), fino al 12/15 giugno (primo anno) e al 20/25 giugno (secondo anno)
  • orario: dalle 16 alle 20 e/o dalle 10 alle 14 (solitamente 16/20 primo anno e 10/14 secondo anno)

Regolamento:

  • requisiti d’ammisione:
  1. il compimento della maggiore età (18 anni)
  2. il diploma di Scuola Media Inferiore
  3. la Cittadinanza Europea o il Permesso di Soggiorno in Italia già approvato al momento dell’iscrizione
  4. la conoscenza della lingua italiana. Si ricorda che la Scuola Biennale si svolge in italiano e gli allievi stranieri dovranno sostenere un esame preliminare attestante la loro buona conoscenza della lingua italiana. La qualifica, per ragioni di normative riguardanti i Corsi di Formazione Professionale, verrà data solo a chi è in grado di recitare perfettamente in lingua italiana
  5. il superamento di una prova d’ammissione (vedi sotto)
  • la frequenza alla Scuola Biennale è obbligatoria ed attestata da firma giornaliera dell’allievo, regolarmente ammesso ed iscritto al corso, da apporre sull’apposito registro vidimato dalla Provincia di Roma
  • il numero di allievi ammessi a ciascun corso per ciascun anno è di 15 persone (eccezionalmente di 20). I nominativi degli allievi ammessi ed iscritti viene dichiarata e depositata presso la Provincia di Roma prima della data di inizio corso
  • è ancora possibile accedere al Corso di Formazione entro lo svolgimento delle prime 80 ore delle 800 previste (di solito inizi novembre), dopodiché il numero degli iscritti viene considerato definitivo
  • al fine di ottenere la qualifica, non è possibile accedere direttamente ad un secondo anno o tornare dopo aver saltato uno o più anni accademici: il Corso di Formazione Scuola Biennale è un corso di 800 ore non legalmente divisibile
  • a fine del biennio si sostiene l’esame di qualifica alla presenza di una commissione costituita da:
  1. in rappresentanza della scuola: il Responsabile didattico, un docente Rappresentante per la Teoria Professionale, un docente Rappresentante per la Tecnica Professionale (per un totale di tre membri interni)
  2. in rappresentanza della Provincia di Roma, il Presidente, e almeno due membri in rappresentanza di: M.I.U.R. Uff. Scolastico Regionale, Ministero del Lavoro U.P.L.M.O., Fed. Unit. Reg. CGIL-CISL-UIL, Organ. Imprend. o Prof. Di Categ. (per un totale di almeno tre membri esterni)
  • sono ammessi all’esame di qualifica esclusivamente quegli allievi che avranno frequentato almeno il 80% delle 800 ore autorizzate previsti


Alleghiamo i curricula di alcuni dei docenti:

Giorgina Cantalini attrice / pedagoga
RESPONSABILE DEL COORDINAMENTO DIDATTICO
INTERPRETAZIONE, USO DELLA DIZIONE, GLI STILI TEATRALI
Diplomata attrice presso l’Accademia Naz. D’Arte Drammatica Silvio D’Amico, ha lavorato prevalentemente in teatro, ma anche in televisione e cinema, mentre continuava i suoi studi incessantemente in Europa e negli Stati Uniti, per sviluppare le sue qualità e trovare risposte alle sue domande sul talento e la creatività. In particolare ha lavorato, tra gli altri, con i registi: Gabriele Lavia, Giancarlo Nanni, Lorenzo Salveti, Gianfranco De Bosio, Angelo Longoni, Marco Lucchesi, Guglielmo Ferro, Giorgio Serafini Prosperi, e con gli attori: Arnoldo Foà, Umberto Orsini, Franco Branciaroli, Manuela Kustermann, Antonella Steni, Antonio Catania, Giuseppe Pambieri.
Ha perfezionato i suoi studi: con Arthur Penn, Susan Batson, Geraldine Baron, Marilyn Fried ed Elizabeth Kemp, membri dell’Actors’ Studio di New York (il primo Direttore dello Studio fino al 2000 ed ora Presidente onorario), dai quali ha appreso i fondamentali del lavoro di Lee Strasberg e non solo, denominato il Metodo; con Anatolij Vasil’ev, regista, responsabile della Scuola d’Arte di Mosca, e con il suo allievo Alessio Bergamo, con i quali ha approfondito l’analisi attiva della composizione drammatica e la pratica degli etjud (il “lavoro sulle azioni”), aspetti del Sistema relativi alla tradizione stanislavskijana russa. E’ quindi uno dei pochi insegnanti di recitazione in Italia che di fatto conosce e pratica sia Metodo che Sistema, a partire sia dalla scuola americana che da quella russa.
Insegna dal 1996: la sua proposta di lavoro e di ricerca è di conciliare il complesso sistema Stanislavskij-Strasberg con le esigenze culturali e pratiche dello spettacolo in Italia e di farne uno strumento di indubitabile efficacia per attori e registi. Fonda nel 1998 International Acting School Rome, scuola internazionale di recitazione, di cui è responsabile generale.
Nel 2003 si diploma in Pedagogia e didattica del teatro, diploma equiparato a laurea di 2° livello, istituito dall'Accademia Naz. D'Arte Drammatica Silvio D'Amico (unico titolo riconosciuto in Italia riguardante l’insegnamento della recitazione), corso di studi al quale si accede solo tramite titoli e punteggio d’ammissione. Con la propria tesi di laurea Dinamiche Procedurali per la Lettura ad Alta Voce pone argomentazioni teoriche e soluzioni didattiche in termini di apprendimento e di interpretazione al complesso problema della dizione dei testi letterari (in breve una ricerca sui collegamenti funzionali tra l’azione e la dizione e su quelli cognitivi tra immaginazione, movimento e fonazione).
Altro: è responsabile dell’attività didattica dell’Ass. Cult. International Acting Society, insegna presso la scuola Actors in Motion, Monaco di Baviera (Germania); partecipa al 1st International Festival of Making Theater 2005, Atene (Grecia), estate 2005, forum internazionale d’insegnanti di recitazione, voce, movimento, e simposio di operatori del settore, organizzati dal teatro/scuola The Theater of Changes di Atene.

Margarete Assmuth – cantante / voicetrainer
USO DELLA VOCE, MUSICA
Voicetrainer per attori dal 1996 con le seguenti formazioni:
2002/3 formazione professionale con Kristin Linklater al Frauenchiemsee Germania; 1987-90 diploma nel metodo Feldenkrais a Londra; 1985–90 formazione professionale nel “metodo funzionale” a Lichtenberg Germania.
Come cantante lirica e attrice lavora in produzioni del Teatro Stabile delle Marche TEE, del Teatro di Roma e dello Staatstheater Darmstadt in Germania.
Doppia oltre 200 film documentari (voice over) per la televisione tedesca presso Ellemme Edizioni International.
Diplomanda in canto lirico presso il Conservatorio L. Refice di Frosinone.

Giovanna Summo – danzatrice / attrice / coreografa
TECNICHE DI MOVIMENTO
Lavora nell’ambito del teatro dal ’79, collaborando con numerose compagnie di teatro e di danza e con artisti visivi. Dopo una formazione classica all’Accademia Naz. di Danza, ha studiato danza e movimento con Elsa Piperno, Andy Pèck, Roberta Garrison, Jean Cèbron, Dominique Dupuy (danza contemporanea); Steve Paxton, Simone Forti, Dana Reitz  (post modern dance). Ha inoltre studiato danza indiana, metodo Feldenkrais e Body Awareness. Recitazione e voce con: Dominique De Fazio, Francesca De Sapio (metodo Stanislavskij-Strasberg); Gabriella Bartolomei; Gustavo Frigerio.  Nel ’99 ha partecipato al seminario di regia condotto dal regista Mario Martone, allora Direttore del Teatro di Roma.
Nel 1985 ha fondato, con altri coreografi, la compagnia di teatro-danza Vera Stasi, con la quale ha lavorato e realizzato proprie coreografie fino al 1995. Dal ’97 condivide con il regista Fabrizio Crisafulli la direzione artistica della compagnia Il Pudore Bene in Vista. Ha rappresentato spettacoli in Italia, India, Austria, Germania, Portogallo, Egitto, Venezuela, Russia, Turchia e Inghilterra.
Come insegnante, oltre ai numerosi corsi e laboratori organizzati dalla sua e da altre associazioni, è stata invitata a partecipare a programmi formativi per attori e danzatori: 1987-88, corso di formazione per danzatori tenuto a Ciampino ed organizzato e finanziato dalla Regione Lazio; 1992, laboratorio per attori e danzatori presso la scuola di teatro diretta da Anatolij Vasil’ev, a Mosca; 2002, laboratorio ad Ischia per giovani attori in collaborazione con Mario Martone. Dal 1994 insegna educazione al movimento presso l’Unitre di Ciampino (Roma).

Teri Jeanette Weikel – danzatrice / coreografa
TECNICHE DI MOVIMENTO
Figlia d'arte, inizia la sua carriera nel '79 come coreografa e danzatrice presso le compagnie Donald Byrd & the Group, Gus Solomons Dance Co., Karol Armitage, Cal-Arts Dance Ensemble, Dance/L.A., San Diego Dance Theatre. In Italia dal ‘83, ha attuato numerose coreografie per la R.A.I. e per Enti quali: C.S.C. di Milano, Centro Teatrale San Geminiano di Modena, San Calimero di Milano, Studio di Produzione Video R.A.I. Pontaccio. Dal '86 è direttrice artistica di TIR DANZA Teatro Internazionale di Ricerca di Modena. E’ inoltre specializzata nel metodo Feldenkrais.
Selezioniamo dal suo curriculum: da settembre 1992 a giugno 1995 è titolare dell'insegnamento di danza contemporanea presso la Civica Scuola D'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Nel 1994/95 è impegnata in un progetto per giovani danzatori interessati all'indagine linguistica della danza in relazione alle arti visive, con specifica attenzione all'opera di Paul Klee e a ciò che riferisce nel suo Pedagogic Sketchbook. Nel '96 inizia a collaborare con Leo DeBerardinis al suo progetto shakespeariano in sei allestimenti su Re Lear (tra l’altro, studi intorno alle figure di Cordelia e Fool). In settembre 2000 ha partecipato al Festival Danzaurbana di Bologna, inserito all'interno delle iniziative di Bologna 2000, con lo spettacolo Le città invisibili, evento unico e originale creato per il particolare luogo della città di Bologna qual'è il Ghetto Ebraico. Di seguito è stata impegnata a New York con il coreografo Donald Byrd e la sua compagnia in qualità di coreografa e maître de ballet. La sua creazione, Lovely Laughter, ha debuttato il 3 Marzo 2001 presso il Teatro delle Passioni, a Modena. 
Inoltre, ultimamente, accanto all'attività di produzione a Modena, ha affiancato intensi periodi di lavoro coreografico al California Institute of the Arts di Los Angeles, chiamata in qualità di docente e ospite in manifestazioni spettacolari.

Francesco Randazzo – regista /autore
STORIA DEL TEATRO E DELLO SPETTACOLO, ELEMENTI DI REGIA, INTERPRETAZIONE
Laurea in Regia, all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma, nel '91.
E’ attivo in Italia e all’estero come regista e autore per importanti teatri e festival, fra i quali: Todi Festival, Teatro Stabile di Catania, Ortigia Festival, Narodno Kazaliste “I Zaic” di Rijeka, Festival di Dubrovnik, Teatro Nacional Juvenil de Venezuela, Teatro IT di Zagabria, Playwright Festival of New York, Festival des Films du Monde di Montreal. Fondatore della Compagnia degli Ostinati - Officina Teatro, della quale è direttore artistico. Ha pubblicato testi teatrali, poesie, racconti ed un romanzo, per vari editori ed ha ottenuto numerosi riconoscimenti in premi di drammaturgia nazionali e internazionali, fra i quali: Premio Fondi La Pastora, Premio Candoni, Premio Fersen, Premio Schegge d’autore, Sonar Script.
Parallelamente ha svolto attività didattica con corsi di recitazione, storia dello spettacolo, stages e conferenze per varie istituzioni pubbliche e private, fra le quali: Scuola di Teatro Antico dell’Istituto nazionale del Dramma Antico, Università di Venezia, Cinars Montreal, TNJV Caracas, Centro Teatro Educazione-Ente Teatrale Italiano, Centro Studi Uilt, New York University, Ostinati Open Studio e International Acting School Rome.

Alessio Bergamo – regista / pedagogo / studioso di teatro (specializzato in teatro russo)
INTERPRETAZIONE, GLI STILI TEATRALI, ELEMENTI DI REGIA
Dottore di ricerca in Storia, teoria e tecnica del teatro e dello spettacolo all’Università La Sapienza di Roma (Università Roma Uno) si è trasferito per un lungo periodo in Russia, dove ha studiato e lavorato a lungo a fianco di Anatolij Vasil'ev.
Dal ‘94 mette in scena spettacoli, per lo più in Russia (Mosca, Pietroburgo, Petrozavodsk, Vologda, Odessa). In Italia ha messo in scena nel 2000 Il castigo senza vendetta di Lope de Vega col Teatro di Roma.
Nel 1996 ha fondato insieme al regista russo Jurij Alschitz l’associazione PROTEI, nella quale ha svolto la funzione di docente in corsi internazionali per attori professionisti.
Dal 2001 comincia a collaborare come insegnante ai corsi di recitazione e al biennio di Pedagogia e didattica del teatro, presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico. Nel 2003 insegna recitazione alla Scuola Galante-Garrone di Bologna. Nel 2004 tiene seminari presso l’Università della Calabria, a Cosenza. Nel 2005 è docente di Storia del teatro e dello spettacolo presso l’Università della Tuscia.

Lena Lessing– attrice / trainer
ELEMENTI DI SCENEGGIATURA, INTERPRETAZIONE DAVANTI ALLA MACCHINA DA PRESA
Attrice e coach, ha studiato con insegnanti dell’Actors’ Studio di N.Y. (tra cui Dominique De Fazio, Susan Batson e Geraldine Baron). Dal 1987 ha recitato in più di 40 films televisivi e cinematografici sia in Germania che all´estero (in tutte le 13 puntate di Die zweite Heimat di Egar Reitz, in Il Papa buono di Ricky Tognazzi e Richard Sorge - the spy of the century di Shinodasan, produzione giapponese).
Dal 1998 ha aperto un suo studio di recitazione a Berlino dove tiene corsi e dà lezioni private ad attori professionisti (si occupa della preparazione di importanti nomi del cinema e della televisione in Germania). Inoltre insegna a Roma presso International Acting School Rome, a Monaco presso Actors in Motion e in Inghilterra presso The Oxford School of Drama.

Tonino Pavan– attore / sindacalista
INFORMAZIONI SOCIO-ECONOMICHE
Tonino Pavan è nato a Trieste. Frequenta la scuola di recitazione del Teatro Stabile di Trieste negli anni 1955-1956. Inizia subito l’attività d'attore collaborando con la sede RAI di Trieste. Diplomato attore all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico nel 1965, debutta in Teatro nel 1965 con la Compagnia del Teatro Stabile di Trieste. Lavora con diversi registi, tra i quali: Tino Buazzelli, Orazio Costa, Sandro Bolchi, Giulio Bosetti, Edmo Fenoglio, Franco Giraldi, Francesco Macedonio, Raffaele Maiello, Giuseppe Maffioli, Beppe Menegatti, Giorgio Pressburger, Jose' Quaglio, Francesco Rosi, Enrico Maria Salerno, Aldo Trionfo, ecc. ecc.
E’ Segretario della Società Attori Italiani nel Friuli Ven. Giulia dal 1972 al maggio 1979. E’ Segretario Nazionale della Società Attori Italiani nel mese di giugno del 1979. Nel luglio del 1979, alla sala Borromini, approvando l’Assemblea della SAI la tesi presentata da Pavan che decide la sindacalizzazione della categoria, è nominato Coordinatore nazionale del nuovo Sindacato Attori Italiani affiliato alla Federazione dello Spettacolo della CGIL. Dal 1980 al 1991 è membro effettivo della Commissione Prosa istituita presso il Ministero dello Spettacolo, in rappresentanza dei Lavoratori dello Spettacolo. Dal 1999 è Segretario Nazionale del FAI Forum Attori Italiani, associazione indipendente convenzionata con la FISTel CISL.

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Ammissione:
Al corso biennale si accede previa audizione.

Per l'audizione si richiede:

  • un pezzo a scelta del candidato da proporre sul palcoscenico, sia monologo che/o dialogo
  • la recitazione di un brano poetico di autore italiano (necessariamente in versi)
  • un’intervista su di un personaggio che si ama particolarmente, che si vorrebbe interpretare e sul perché di questa scelta

La commissione potrà procedere inoltre chiedendo:

  • un'improvvisazione che darà luogo ad una breve lezione di prova
  • la lettura a prima vista di un testo scelto dai docenti

Ogni anno sono previste sessioni di audizioni:

  • tra il 20 e il 30 giugno
  • tra il 20 e il 30 luglio
  • nel mese di settembre

Per accedere alle audizioni è necessario prenotarsi, contattando la segreteria della scuola e sostenendo un colloquio preliminare.

Requisiti necessari:

  • Coraggio, forza di volontà, motivazioni chiare, capacità a mettersi in gioco e a giocare e serietà.
  • Cultura cinematografica e teatrale, amore per la letteratura, le arti visive e la musica, attenzione e curiosità verso la vita in genere.

In una parola: passione.



direttrice di International Acting School Rome

Come mai hai pensato di fondare l’International Acting School Rome?

Volevo creare un centro di diffusione e pratica di alcuni principi didattici che ad un certo punto erano stati fondamentali per la mia formazione e determinanti per lo sviluppo effettivo delle mie qualità artistiche ed interpretative e al tempo stesso integrarli in un progetto più vasto che non comprendesse solo lezioni di recitazione, ma anche di voce, movimento, drammaturgia, sempre ispirate agli stessi principi. Avevo passato anni ad interrogarmi sul mio talento e alla fine avevo trovato risposte che desideravo fermamente condividere. Ritenevo che una scuola che integrasse le discipline in un discorso coerente e sistematico non esistesse e fosse invece necessaria. Inoltre che non ci fosse una struttura accessibile a chi veramente volesse quella chance che gli veniva rifiutata, perché giudicato non abbastanza interessante, o bello, o idoneo. Una struttura che vincesse sulle apparenze per affermare le qualità e la passione.

Quali sono stati i tuoi studi?

Io ho preso due diplomi dell’Accademia Naz. D’Arte Drammatica Silvio D’Amico: il primo come attrice, nel 1987, il secondo (che grazie alle moderne riforme è stato equiparato ad una laurea di 2° livello) in Pedagogia e Didattica del Teatro, nel 2003. Quest’ultimo è al momento l’unico titolo riconosciuto del settore.
Poi i miei maestri sono stati i seguenti: Susan Batson, in primis, membro dell’Actors’ Studio, attualmente considerata una delle “coach” più affermate e prestigiose del panorama mondiale (è la trainer di Nicole Kidman, Juliette Binoche, Denzel Washington e altri), con la quale ho studiato negli anni ’90. Da lei ho carpito il senso del valore della professione, del rispetto per i personaggi in quanto esseri umani, la grandezza insita nello sforzo creativo di ognuno e, devo confessarlo, la missione di trasmettere tutto ciò. Ho comunque studiato sempre e ovunque, nelle pause professionali, mai paga di quello che apprendevo, e tra gli altri ho avuto la fortuna di lavorare con: Arthur Penn, che all’epoca del mio incontro con lui era il presidente dell’Actors’ Studio (il regista di Piccolo Grande Uomo, Anna dei Miracoli, Gangsters’ Story), e Anatolij Vasil’ev, con il quale e un allievo del quale (presso la Silvio D’Amico), registi teatrali di altissimo valore, ho approfondito la versione russa di Stanislavskij. Si compiva così un ciclo, dopo aver seguito per anni la scuola americana, rifacentesi sia Strasberg, sia a Stanislavskij, la lezione russa mi permetteva di avere il quadro completo del Sistema e di diventare uno dei pochi insegnanti di recitazione in Italia che di fatto conosce e pratica sia Metodo che Sistema.

Esiste un criterio con il quale sezionate gli insegnanti?

In realtà è uno staff già selezionato da anni. Di loro conoscevo criteri didattici, scuole di provenienza, percorsi artistici. Devono condividere i principi e le finalità della scuola. La base è Stanislavskij: si lavora sul che cosa invece che sul come (per dirla proprio in breve), sull’azione, sullo sviluppo organico, e attento alla persona, dei suoi mezzi espressivi. Inoltre devono sinceramente condividere con me la responsabilità verso l’apprendimento dell’allievo. Credere veramente che possa farcela e lottare perché ciò avvenga.

Per diventare allievi della scuola cosa bisogna fare?

Stiamo parlando della Scuola Biennale: un’audizione, volta più a selezionare coloro che hanno passione, motivazione, disponibilità a mettersi in gioco, generosità, piuttosto che a vedere quanto già sappiano fare. Fattori comunque difficili per noi da individuare durante le selezioni: tutti si dichiarano sempre intenzionatissimi a studiare seriamente, ma hanno più un’idea di serietà, che l’esperienza concreta di cosa voglia dire studiare seriamente, e cioè sviluppare costanza, disciplina, concentrazione, fiducia.  Perciò ogni anno nelle audizioni cerchiamo di inserire un “ingrediente speciale” che ci aiuti a capire chi abbiamo davanti. Il punto è che esiste una certa confusione, se non addirittura una serie di pregiudizi su che cosa sia il talento. Il mito delle doti innate ed elargite da madre natura, così come il sogno di cogliere di sorpresa il mondo con un colpo di fortuna rende i giovani allievi più arroganti, ma anche più sfiduciati. Comunque estremamente passivi. Invece Strasberg diceva (cito con approssimazione): “tutti hanno talento, è in come lo utilizzi che sta la differenza tra un grande attore ed un attore mediocre”. Per me suona come un “dipende da te”. Giustificarsi con un “tanto forse non ho talento”, così come pretendere il riconoscimento perché “le qualità ce le ho, è solo che nessuno se ne accorge, oppure dipendono dal contesto, da un’altra parte sarei bravissimo” è l’anticamera del fallimento. Il talento per me ha a che fare con l’atteggiamento di non mollare, finché non si è fatto emergere da se stessi quello che si cerca e che una esile vocina interiore ci dice esistere dentro di noi: il dono. E di farlo emergere in una maniera così stabile, evidente e “speciale” da permettere e favorire una carriera soddisfacente. Quindi il talento non è esattamente ciò che si sa fare o si è portati a fare, ma l’atteggiamento di andare avanti e insistere finché non si è capaci a “saper fare”. Chiamerei il “dono”, certe doti speciali che ognuno ha, più o meno evidenti o nascoste. Il “talento”, la capacità di farle emergere o la caparbietà di tirarsele fuori. A volte ci sono persone più fortunate perché hanno il talento di capire che tipo di artisti sono molto presto, l’intelligenza di fare le cose giuste, l’intuito di scegliere i maestri validi; persone invece che pur apparentemente molto dotate si vogliono diverse, si accaniscono sulle cose meno importanti…si perdono. Quando Strasberg dice che ognuno ha talento, vuol dire che ognuno ha qualcosa, ma che non è detto che saprà come riconoscerlo, quel dono, e svilupparlo, e utilizzarlo, e farlo emergere. Dipende dall’allenamento che uno farà per acquisire gli strumenti adatti. Sono strumenti invisibili: concentrazione, immaginazione, logica, il corpo che pensa e reagisce; ma sono strumenti allenabili. Come con i muscoli per un atleta, o con il fiato. Nessuno si sognerebbe di correre una maratona senza un allenamento adeguato. Un artista si forma con il tempo e il duro lavoro. Per un attore è uguale, è solo più difficile da credere perché si coincide con lo strumento del quale si vuole diventare esperti strumentisti. Ho visto così tanti e promettenti attori smettere, perché non “gli veniva” alla prima prova e si arrabbiavano con se stessi giudicandosi incapaci. O che si credevano pronti dopo un anno di lezioni, magari una volta a settimana e sparivano. Vivevano come fallimento il fatto di dover apprendere. Mentre un maratoneta non si giudicherebbe un fallimento se perché fuori allenamento si fermasse dopo pochi chilometri. Né nessuno ci chiederebbe mai di salire su di un palco e suonare un violino preso in mano per la prima volta. Questo è un problema culturale, che ha profonde ripercussioni negative sulle aspirazioni dei giovani. Ecco, diffondere la cultura che essere attori è un mestiere, per il quale sono richieste competenze specifiche, che queste competenze si possono acquisire con l’addestramento adeguato, ma che ciò richiede tempo e dedizione, come per uno sportivo arrivare all’agonismo o per un musicista prendere il diploma, di contro alla cultura del miracolo e del guadagno facile, è uno dei propositi della nostra scuola, che fa di essa un luogo assolutamente “fuori moda”. E che “dipende da noi” ne fa un luogo scomodo, perché tira in ballo il senso di responsabilità sia da parte degli allievi e che degli insegnanti.
La scuola ha veramente qualcosa da insegnare e cerca allievi che approfittino dell’opportunità di imparare.
(maggio 2005)

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