L'Associazione

International Acting Society

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L'Associazione

L'Associazione Culturale International Acting Society, attiva dal 1998, si occupa del lavoro dell'attore, attraverso un'accurata attività di formazione e una parallela attività di creazione drammaturgica a partire dal lavoro dell'attore.

La scuola si distingue per un progetto metodologico organizzato e finalizzato e gli approfondimenti sulla pedagogia dell'attore sono poi utilizzati per lo sviluppo di una pedagogia dell'apprendimento tout-court, che migliori le competenze linguistiche di lettura, analisi dei testi, composizione, ma anche le capacità di concentrazione ed espressione.

Gli spettacoli e le performances sviluppano nuclei drammaturgici approfonditi in fasi laboratoriali: testi classici, nuovi testi, nuove scritture a partire dal lavoro sul palcoscenico, lo scopo è proporre personaggi vivi e drammaturgie verbali forti e complesse, per coniugare poesia e immediatezza espressiva.

Il lavoro, di carattere sia divulgativo che sperimentale, coniuga: elementi dei metodi accademici tradizionali ed elementi del metodo Stanislavskij-Strasberg (sia di derivazione russa che americana) per la recitazione; dinamiche procedurali sperimentali per la lettura ad alta voce e la dizione; elementi del metodo Feldenkrais e del processo di lavoro Freeing the natural voice di Kristin Linklater (Columbia University) per l'educazione della voce e del movimento, arrivando a delineare un programma specifico di integrazione e di ricerca tra le diverse didattiche.

Il programma si avvale della supervisione di insegnanti istituzionali nazionali ed internazionali. Infatti il centro si fa promotore di iniziative che coinvolgono alcuni tra i maggiori insegnanti a livello mondiale di recitazione, voce e movimento, organizzando workshops di perfezionamento per attori professionisti.

Il responsabile generale, Giorgina Cantalini, è diplomato sia Attore, sia in Pedagogia e Didattica del Teatro presso la "Silvio D'Amico" (laurea specialistica AFAM di 2° livello) e laureato in Lingue e Linguistica, presso l'Università degli Studi Roma Tre


L'attività si esplica attraverso corsi stabili, laboratori, seminari, workshops, convegni, spettacoli:
Scuola Biennale: per aspiranti professionisti (corso di formazione professionale autorizzato dalla Regione Lazio, determinazione dirigenziale n° 810 del 13/09/02).
Laboratori e masterclasses.
Attore "International": workshops di perfezionamento con docenti internazionali.
Spettacoli e progetti.
Corsi di aggiornamento docenti, autorizzati da M.I.U.R., Ufficio Scolastico Regionale Lazio.
• Attività di ricerca glottodidattica e di metodologie di apprendimento.


Attività e Riconoscimenti

Assegnazione dei Fondi Pubblici della Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, Dipartimento VIII, per la produzione e circuitazione nei licei dello spettacolo “Le Troiane” di Euripide (Bando del 2005, realizzazione 2006).

Assegnazione dei Fondi Pubblici del 16° Municipio di Roma per l'istituzione di due Laboratori-Cantieri teatrali nell'ambito del progetto Cantiere-Scuola-Teatro c/o la scuola elementare e la scuola media inferiore dell'Istituto Comprensivo "Via Vanni", per il periodo dicembre 2002/maggio 2003.

Assegnazione dei Fondi Pubblici della Provincia di Roma, Dipartimento IV, nel 2003 per la collaborazione ai progetti dei Licei Catullo di Monterotondo e Labriola di Roma (Bandi del 2002 e del 2003).

Assegnazione dei Fondi Pubblici del 16° Municipio di Roma per l'istituzione e svolgimento di un corso di aggiornamento per insegnanti di Scuole Materne e dell'Infanzia sull'educazione alla teatralità dei bambini, nell'ambito del progetto Cantiere-Scuola-Teatro 2° anno, per il periodo gennaio/aprile 2004.

Ha istituito il "Cantiere del Teatro", laboratori di teatro, presso l'Istituto Comprensivo "XX Settembre" (Sala Rodari) di Monterotondo.

Autorizzazione da parte del M.I.U.R. Ufficio Scolastico Regionale del Lazio di numerosi corsi di formazione per docenti (a partire dal 2001).


Varie

Presentazione per la partecipazione a Culturalia, Fiera di Roma, dicembre 2001, stand del Provveditorato agli Studi di Roma e Lazio.

Due righe (si fa per dire!) per introdurre l'Associazione Culturale International Acting Society. L'Associazione è stata fondata nel 1998. Si occupa di pedagogia teatrale e in particolare di formazione professionale dell' attore. Ha ristrutturato uno spazio "multisala" (oggi si usa dire così), composto da una sala prove e un teatrino, a Porta Portese. Vale a dire centrale, ma non affogato laddove sarebbe un problema accedere con mezzi propri (va bene che a Roma esiste il problema parcheggio, ma quello noi lo garantiamo al piano di sotto, occupato da un eccellentissimo GARAGE, con una modesta spesa aggiuntiva): insomma l'Associazione si avvale di 400 mq a completa disposizione dell'attività didattica...e non è poco. Ha fondato e avviato l' International Acting School Rome, scuola di teatro per la formazione dell' attore e centro di perfezionamento per gli attori professionisti. Organizza cioè una scuola stabile biennale, più laboratori, corsi serali e quant' altro si possa mettere insieme e svolgere da ottobre a giugno, e poi workshops e "settimane speciali" con artisti di fama nazionale e internazionale e docenti di prestigiose istituzioni didattiche all'estero, per offrire un aggiornamento professionale non semplice da trovare, diciamo così, sottocasa. Perché gli attori, e qui dovreste cercare di mettervi nei loro panni, si trovano a gestire il non sempre simpatico "empasse" di essere strumenti e strumentisti al tempo stesso della loro specifica specialità artistica. Con tutti gli inconvenienti, contraddizioni e fraintendimenti che ne conseguono. Pensate un po' di essere voi stessi il pianoforte su cui suonare: i muscoli del vostro corpo, e tutto ciò che si organizza in voce e movimento, i vostri tasti e i pensieri, parole, azioni, sentimenti, la musica che ne fuoriesce. Mentre la vostra mente è lo strumentista che si allena, si esercita, fa le scale... Le scale di che? Dei miei pensieri, della vita che ho dentro ogni istante, ma che capisco una volta sì e altre trecento no, degli umori, paure, resistenze? Un gran ..sino, se mi passate il termine. Allora si cerca di approfondire: chiamando soprattutto quegli insegnanti che ai metodi russo-americani di lavoro dell' attore fanno riferimento, più che altro perché sono un metodo appunto e non solo talento spontaneo, qualcosa di carismatico, ma imprendibile e soprattutto non trasmissibile. Pensate che Arturo Benedetti Michelangeli abbia imparato a suonare il pianoforte in qualche settimana? Vabbé i metodi rapidi, ma per diventare un grande artista ci vuole sì predisposizione, ma anche una dose più che massiccia di disciplina, esercizio, ricerca, perseveranza, pazienza nel provare e riprovare. D' accordo, ma l'attore che cosa esercita? I fatti suoi? Migliorando voce e dizione semplicemente per farli arrivare meglio agli altri? Perché, converrete con me, essere attori può non essere diverso dall' essere semplicemente vivi, magari belli, un po' facciatosta, capaci di reggere lo stress di farsi guardare e giudicare ogni momento. Dove sta l'arte? E soprattutto cosa gliene importa all'Educazione degli attori? Solo per imparare a non essere timidi e a "sciogliersi" di fronte ad un pubblico? A far finta di esser un altro essere umano, magari più gratificante? Forse, a volersi impegnare un pochino, a sforzarsi di parlare con la dizione più corretta? Non è solo questo... anzi è veramente molto di più.

Il processo creativo dell' attore ha a che fare con l'essere vivi e ripercorre le fasi costituenti il processo di relazione con la realtà. Se pensiamo, facciamo azioni, ci emozioniamo è perché il tutto fa parte del complesso e meraviglioso fenomeno dell' essere vivi istante dopo istante e dell' esistere. Il mio strumento suona la vita, ma come? Perché ogni istante sono in contatto con qualcosa e ciò mi mette im moto, mi fa reagire, nel bene e nel male (per dirla in gergo di metodo di recitazione... mi fa comportare). E' così ogni momento: entro in contatto e quindi esisto. Solo che forse non me ne accorgo, non mi accorgo di ogni pensiero, emozione, non mi accorgo di che cosa l' abbia suscitato, forse qualcosa che ho visto, forse un ricordo, un flash carpito involontariamente chissà dove. Comunque spesso solo un frammento di percezione. Non solo, ma mi accorgo di solito di questo inarrestabile processo di continua iter/inter-azione con il mio ambiente soltanto quando mi procura forti gioie o forti dolori. Altrimenti lo eseguo e basta, inavvertitamente. Invece è lì ogni istante, ogni istante faccio esperienza della realtà, della mia realtà e agisco di conseguenza. Reagisco, vivo. Racconto la mia storia. La interpreto, ma solamente la mia. Mi sono abituato a vivere. E non mi sembra un' arte, anzi forse non mi sembra proprio niente di speciale. Essere "costretto" a ripetere lo stesso percorso per "suonare" un' altra storia, mi costringe ad aprire gli occhi su quello che faccio di solito, su come è organizzato più o meno funzionalmente, comunque su come ho l'abitudine ad eseguirlo, fino a diventare così abile da "suonarlo" in un' altra realtà con la stessa naturalezza che nella mia. Sono in grado di gestire e far fluire il mio essere lì, in quel momento: creo delle circostanze diverse da quelle reali che solitamente mi circondano (altrimenti come suonerei una musica diversa dalla mia?), le faccio esistere per me e per chi mi guarda e mi lascio andare con il mio pulsare vitale ad esse. Creo la vita, cioè non una simbologia, un' astrazione bella, un frammento, ma la vita proprio, e nel momento stesso in cui accade. Io non so se ci si può realmente rendere conto delle implicazioni educative che questo tipo di disciplina artistica può avere. Che pozzo di osservazione dei meccanismi funzionali all' integrazione del sé con la realtà.

Innanzi tutto questo vuol dire riappropriarsi da adulti del processo di conoscenza ed esperienza della realtà che ci circonda. Di riappropriarmi dell' atto creativo primario che è quello di conoscere il mondo facendone esperienza, esplorandolo e reinventandolo con tutto me stesso agente, come fanno i bambini, con quell' integrità e stupore... e mancanza di pregiudizi. Un mondo che ha a che vedere con le situazioni umane più disparate. Potendo cambiare le mie resistenze, perché per completarla quell' esperienza di vita in cui mi sto immergendo, fino a che essa non mi dia un' informazione chiara, mi accorgo di dove e come mi fermo, dove mi blocco, che cosa mi blocca, quale pensiero killer mi dice di non andare avanti. Se ci sono resistenze io fermo la mia musica, l' attore non può dire "non mi viene" oppure "non ce la faccio". Deve completare il ciclo.
Questo mi costringe a cambiare la mia abitudine di relazione laddove mi inibisce nella conoscenza.
E siccome sono sempre le stesse poi le resistenze, in ogni campo che abbia a che fare con il nuovo, io posso cambiarle anche e soprattutto nel mio processo di apprendimento in genere. Se non apprendiamo o apprendiamo male, ciò avviene, secondo il nostro, ma non solo nostro ovviamente, punto di vista, perché non facciamo veramente esperienza di quello che abbiamo davanti.
E il training dell' attore aiuta chiunque vi si sottometta a rimettere in moto il processo di apprendimento stabile che auspicheremmo mantenere per tutta la durata della nostra vita. Quindi a sperimentare la libertà che c'è nel conoscere e confrontarsi continuamente con il nuovo e diverso da sé, avendone una chiave d' accesso. Creando un' integrazione.
Insegna ad esserci veramente, nel momento, e a lasciar fluire i propri impulsi canalizzandoli creativamente nel gesto narrativo. A rilasciare la propria energia.
A gestire ed esorcizzare la paura del giudizio e della critica; a far sì di non venire inibiti dalle presunte aspettative di chi ci sta di fronte. A sperimentare cosa voglia dire essere se stessi, in un dato momento, nel momento critico in cui sto mettendo insieme cose diverse apparentemente così slegate tra loro (le parole di un autore che non sono le mie, un linguaggio che non mi appartiene, concetti che non capisco, situazioni che mi risultano antipatiche), cercando un risultato. Così che nessuna censura inibisca il mio processo di apprendimento. A capire che il nemico numero uno della creatività sta nella paura di sbagliare. Ad accettare me e sentire empaticamente la vita dell' altro, direi proprio a "slanciarmi" verso l' altro. A stare nel gruppo e collaborare.

Più tecnicamente utilizzo la creatività come strumento cognitivo, ricoordinando il processo di conoscenza a quello dell'esperienza.
Collego l' attività del corpo con l' attività della mente. Quindi la vita verbale con la rappresentazione mentale di quello che sto dicendo.
Mi addentro nei meandri dell' attenzione, percezione sensoriale, memoria, immaginazione, logica, comunicazione e di come sviluppare la loro funzione e funzionalità.
Infine, più semplicemente, mi rilasso e mi svago e magari divento anche più bello agli occhi dell' altro. Più accettabile. Acquisto sicurezza.
Nella cartellina abbiamo messo una serie di nostre iniziative, sia interne alla scuola di teatro, sia esterne, organizzate per le scuole medie inferiori e superiori e destinate sia agli alunni che ai docenti. Fatte e da farsi. Potrete dare un' occhiata a come nello specifico si possa utilizzare il punto di vista sopra descritto in diverse discipline. Ringraziamo il Provveditorato agli Studi di Roma e Lazio che ci ha dato questa magnifica opportunità di parlare del nostro lavoro, di farci conoscere, di esporvi i nostri progetti.

Gradiremmo un riscontro da chiunque si occupi di Educazione e concludiamo citando il compianto Gianni Rodari:
"Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo".

 

Giorgina Cantalini
Responsabile Generale International Acting Society
Roma, dicembre 2001


International Acting School Rome e Istituto Comprensivo XX Settembre a Monterotondo presentano: "Il Cantiere del Teatro"
International Acting School Rome da oggi è anche a Monterotondo e organizza il Cantiere del Teatro insieme all'Istituto Comprensivo Via XX Settembre.
Una scuola per il teatro: perchè?
Verrebbe da rispondere quasi con uno slogan: "Non perchè tutti siano artisti, ma perchè nessuno sia
schiavo", come dice Gianni Rodari.
Ma, pensandoci bene, non è solo uno slogan: fare teatro non significa solo salire sopra un palcoscenico. Significa piuttosto guardarsi dentro e riconoscere, istante dopo istante i pensieri, le sensazioni, gli impulsi, i sentimenti, i mille suoni della vita.
Perciò, la preparazione di un attore è una faccenda delicata, seria, per la quale occorre pazienza,
disciplina, coraggio, capacità di mettersi in discussione. E una specifica tecnica di allenamento vero e proprio che liberi la mente da giudizi e schiavitù e permetta a ciascuno di lasciarsi andare alla propria creatività.
Con il nostro Cantiere vogliamo aprire uno squarcio sul percorso che può portare a diventare attori, individuando un processo di lavoro che permetta, nel tempo e con la costanza, di arrivare a risultati comunque creativi e, per chi lo desidera, professionalmente accettabili.
Il resto, creare cioè dei veri e propri attori, non dipenderà solo da noi ma anche dalla partecipazione, dall'impegno e dalle motivazioni con cui ognuno di voi vorrà avvicinarsi al proprio "percorso d'attore".
A noi, insieme all'International Acting School Rome, l'impegno di costruire questo punto di vista con una
metodologia efficace, a voi di provarci sul serio.
Comunque vada ne sarà valsa la pena, non perchè tutti siano attori, ma perchè nessuno sia schiavo...

 

Caterina Manco
D.S. dell'I.C.
Via XX Settembre (oggi eSpazia), Monterotondo, Roma


Giorgina Cantalini
Direttore Artistico